Dario Vergassola nel mondo dello spettacolo e' entrato per caso: a furia di sparare cazzate al bar, dove passava le serate a parlare di cose sconosciute come gli ufo, lo yeti e la gnocca, ha pensato che poteva investire meglio il suo tempo facendo cabaret.
Nei suoi spettacoli esibisce il personaggio dello ''sfigato'', depresso e complessato,in pieno esaurimento, che si addice perfettamente a questo spezzino bianco, pallido, di un metro e sessanta e precocemente calvo, maschio per autocertificazione, padre per insufficienza di prove a suo discarico, comico per necessita', ipocondriaco per vezzo, voyeur per mancanza di alternative: un uomo che si e' fatto da solo, ma che se si fosse lasciato aiutare sarebbe stato meglio, un uomo che ha deciso di mettersi a nudo, infrangendo le piu' elementari norme della convivenza civile, esponendosi al ludibrio della pubblica piazza, pur di sentirsi al centro dell'attenzione.
Manovale gentiluomo e' uno dei maggiori esempi di quel ''cabaret trasnazionale'' esportato da Vergassola.
Perche' transnazionale?
Perche' Dario, un po' di tempo fa, da esaurito in piena crisi esistenziale, si era reso conto che, anziche' pagare un analista per parlare di se', sarebbe stato meglio raccontare le sue vicissitudini ed essere pure pagati per farlo. E' un monologo ben collaudato, ma che lascia ampio spazio all'improvvisazione e alla vis comica e imprevedibile.
Le battute si susseguono incalzanti, abbracciando tutti i lati della vita del comico spezzino: dal precedente lavoro, da manovale appunto, all'Arsenale Militare di La Spezia, alla famiglia, che comprende una suocera ''cinghiala'' tritatutto che si fa la ceretta col napalm, al suo fallimentare rapporto con l'altro sesso (''io sto alle done come un diabetico sta alla meringata'').
Insomma un uomo che si e' fatto da solo, ma se si fosse fatto aiutare sarebbe stato meglio...
- Anno 2007
- Durata '
- Genere Cabaret
- Distribuzione Mondo HE
- Nazionalita
- Audio Italiano
- Colore B/N