Il film e' la storia autobiografica del regista, Pippo Delbono, che ripercorre le fasi salienti della sua vita, fino ad oggi, accompagnato dai personaggi che hanno costellato il suo percorso.
E' una sorta di dichiarazione poetica, un ritratto del suo percorso artistico attraverso il teatro e la realta'.
Gli attori sono interpreti del loro stesso personaggio, come sempre accade nei lavori di Pippo Delbono.
Pippo faceva economia e commercio all'universita'; la madre gli diceva che doveva trovare un lavoro vero e una bella ragazza come tutte le persone normali.
Pippo non desiderava la vita noiosa, di routine, che i genitori volevano imporgli, cosi' entra nell'aeronautica militare ma capisce che anche li' le regole non fanno per lui.
La liberta' la trova sulla scena, perche' lo scricchiolio del palco e' vero, le voci alterate dall'ampio spazio del teatro tornano indietro come echi leggeri, non sono mai spaventevoli, ma accarezzano l'udito, ti rendono sicuro di te.
Meta' piece e meta' documentario, Grido racconta per voce dello stesso autore gli anni di abusi che gli hanno causato una malattia incurabile, quella della mente.
Ma l'attore non si e' dato per vinto e ha trovato la salvezza attraverso un uomo ridotto in uno stato peggiore del suo, un ''pazzo'' rinchiuso in manicomio vero ad Aversa, Napoli, fino al giorno in cui alla fine degli anni '90 è stato finalmente liberato.
Da allora Bobo' vive con Delbono ed e' protagonista di sei spettacoli del regista, e quando il pubblico applaude lui torna in scena per prendersi l'affetto perduto.
Il ''grido'' e' quello che non uscira' mai dalla sua bocca (Bobo' e' sordomuto); e' il grido dei reietti, degli emarginati, ai quali basterebbe ''l'abbraccio adulto in un silenzio scenico visibile'', come canta Paolo Conte nel brano che scorre sui titoli di coda.
- Anno 2006
- Durata 74'
- Genere Drammatico
- Distribuzione Dolmen Home Video
- Nazionalita
- Audio Italiano
- Colore A Colori