Capita sempre più spesso che ormai al Festival di Cannes, come in tutti i Festival più accreditati dell’universo cinematografico, a vincere siano film piccoli che non sempre possono contare su un budget economico faranoico, ma che non si tolgono la possibilità di essere comunque dei gioielli.
E’ accaduto anche quest’anno al Festival di Cannes 2010, dove hanno vinto Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives, un film thailandese e A Screaming Man, film del Chad.
In Italia la situazione però non è questa e forse anzi, non lo sarà mai. Piccolo in Italia vuole dire eccome, cosa che appunto non accade in Francia dove, anche se un film è “piccolo”, verrà comunque distribuito e acclamato. A lanciare l’accusa è quella che è stata una dei giudici proprio al Festival di Cannes 2010: la nostra Giovanna Mezzogiorno.
In merito alla cinematografia italiana e alla disparità con il resto del mondo, l’attrice sostiene:
“In Francia piccolo non vuol dire nulla, solo qui vuol dire qualcosa. Ci sono registi che non smetteranno mai di girare e saranno distribuiti sempre in 400 copie: ma non e’ cosi’ per tutti”.
Le dichiarazioni arrivano in occasione della presentazione del film a cui Giovanna Mezzogiorno ha partecipato, Sono Viva di Dino e FIlippo Gentili, in uscita oggi.
Il film racconta la storia di Rocco, un trentenne in rotta con la famiglia, introverso e con una donna che lo risucchierà. Il film è appunto un low budget, costato 700 mila euro e che ancora oggi sta avendo una vita molto difficile per emergere.
Cambieranno le cose prima o poi nella distribuzione italiana? Ce lo auguriamo.

