1 novembre 2009

Tratto dal romanzo Rapporto di minoranza dello scrittore Philip K. Dick, il film “Minority Report” (Steven Spielberg) narra le operazioni d’intervento della polizia municipale di Washington la quale, in un futuro non troppo lontano (2054), dispone di “precog”, mutanti telepatici capaci di vedere gli omicidi futuri.

Le forze dell’ordine in questo modo non puniscono il reato, ma l’intenzione di compierlo. Quando il capitano John Anderton (Tom Cruise) propone di utilizzare su scala nazionale il “sistema precrimine”, l’ispettore federale Danny Witwer (Collin Farrell) giunge a Washington per un sopralluogo tecnico.

La sorpresa sta nel rilevare dal conto dei precog che il prossimo omicidio sarà compiuto da Anderton stesso. Questi decide allora di indagare sui software della precrimine, e scopre che tra i mutanti ce n’è una che ha più potere degli altri, capace di visualizzare con maggiore precisione l’omicidio che avverrà.

Il sistema depositerà questo scarto cognitivo in un “rapporto di minoranza”. Rapita la mutante del suo rapporto, Anderton scoprirà che la sua “vittima futura”, Leo Crow, è un pedofilo che cercava di mettere in piedi una montatura contro di lui. Crow morirà, come previsto, durante una colluttazione con Anderson, ma consegnerà un secondo rapporto di minoranza, quello dell’omicidio mai risolto di Ann Lively. Quando le nuove immagini porteranno a rilevare Lamar Burgess, potente criminologo a capo dell’organizzazione precrimine, come l’omicida impunito della Lively, il sistema dei precog viene smantellato, poiché viziato in origine. Smascherato il capo della sezione preventiva, i “prigionieri preventivamente designati” vengono liberati, visto che i loro crimini non possono essere più dimostrati a posteriori. 

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Con il supporto del Programma Media dell'Unione Europeea